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(il 21/04/2010 - 20:44)
 Fame emotiva e bassa autostima vanificano le diete 
 

Per annientare le emozioni che angoscianti le persone mangiano, ingrassando nel tentativo di soffocarle sotto ogni tipo di golosità.

Avere i consigli di un esperto su cosa mangiare diventa inutile, poiché il problema non è avere una dieta ipocalorica da seguire, ma controllare e gestire gli stati emotivi che ci portano a mangiare troppo.

Inutile sapere che è fondamentale fare colazione, che servono cinque pasti al giorno per stare in forma, poiché il problema è da ricercare in quella fame che non saziamo con il cibo, che deriva da un malessere profondo e non dalla necessità di nutrirsi.
Sicuramente non saltare i pasti e non trascurare l'alimentazione è importante, ma nello stesso tempo si deve saper riconoscere il tipo di fame per rispondere in modo totalmente diverso ad essa.

La fame reale, quella a cui rispondere con il cibo, si presenta ogni tre ore circa inizia con un brontolio dello stomaco e ci lascia il tempo di organizzarci per decidere cosa mangiare, poiché cresce piano.
Tuttavia, se trascurata si diventa nervosi, irritabili e si hanno anche giramenti di testa, ma la cosa fondamentale è che se si mangia si placa.

La fame emotiva arriva, invece, dirompente, urgente, non ci permette di organizzarci e di scegliere, ma la cosa importantissima è che non si placa mangiando.
Dietro questa fame c'è l'abitudine di rispondere con il cibo a stati d'animo ed emozioni che richiedono di essere affrontate in modo diverso, sicuramente nostra madre ci nutriva quando eravamo irritati, nervosi o annoiati pensando che forse avevamo solo e sempre fame.
Tuttavia, divenuti adulti siamo noi a continuare questo gioco, accompagnandolo spesso con disprezzo per noi stessi, con la sensazione di essere senza speranza e guardandoci allo specchio proviamo fastidio e spesso ci insultiamo.

Iniziare ad apprezzarsi, stimarsi, non offendersi e rispondere alla fame emotiva nel modo giusto è la soluzione.

In uno studio molto interessante il professor Ben Fletcher, dell'Università dell'Hertfordshire, ha ottenuto ottimi risultati insegnando a persone in sovrappeso a distinguere i due tipi di fame e a rispondere alla fame emotiva mutando stato d'animo facendo delle attività.
Ha insegnato loro a rispondere alla fame emotiva programmando un'uscita, andando al cinema, telefonando a un amico ottenendo ottimi risultati.



pdf Stampa  Autore : Direzione
 Pubblicato : Lunedì, 30 Novembre 2009 - 13:29
 Pagina letta 121 volte
 
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